Quando una situazione sociale si degrada bruscamente (perdita di alloggio, interruzione dei diritti, violenze), la prima difficoltà è spesso sapere chi chiamare e attraverso quale canale. Le assistenti sociali intervengono in strutture varie, con ambiti di competenza e tempi di risposta molto diversi a seconda del territorio.
Emergenza alloggio e 115: cosa permette davvero il numero
Il 115 è il numero nazionale di emergenza sociale. Orienta verso il dispositivo dipartimentale SIAO (Servizio Integrato di Accoglienza e Orientamento), che gestisce i posti di alloggio d’emergenza. In teoria, questo servizio è accessibile in continuazione. In pratica, gli orari e le modalità del 115 variano a seconda del dipartimento. In Indre-et-Loire, ad esempio, la disponibilità è limitata a determinate fasce orarie.
Prima di chiamare, tenete a mente due punti. Innanzitutto, il 115 non mette direttamente in contatto con un’assistente sociale: orienta verso un posto di alloggio o un dispositivo di accoglienza. In secondo luogo, se la vostra situazione evolve (aggravamento, cambio di luogo), richiamate per aggiornare la vostra richiesta.
Il quadro giuridico è chiaro su un punto: il diritto all’alloggio d’emergenza esiste indipendentemente dalle risorse o dallo stato amministrativo. Il Codice dell’azione sociale e delle famiglie prevede che una persona accolta debba poter beneficiare di un accompagnamento personalizzato e rimanere ospitata fino a una proposta di orientamento. Il tribunale amministrativo di Parigi ha ricordato queste garanzie in una decisione del 14 settembre 2026.
Per ritrovare tutte le procedure legate alla ricerca di un’assistente sociale, potete consultare le informazioni utili su E-woman che dettagliano i contatti per situazione.

Contattare un’assistente sociale in emergenza: il giusto interlocutore a seconda della situazione
Il riflesso più comune è quello di rivolgersi al comune o al CCAS (Centro Comunale di Azione Sociale). Questo riflesso è giustificato per le situazioni legate all’alloggio, all’accesso alle agevolazioni o all’accompagnamento delle persone anziane a domicilio (in particolare per l’APA). Il CCAS dispone spesso di un servizio sociale, talvolta senza appuntamento.
Tuttavia, non tutte le situazioni rientrano nello stesso servizio. Ecco i principali canali a seconda del profilo:
- Studente in difficoltà finanziaria o di alloggio: il CROUS dispone di assistenti sociali dedicati, contattabili tramite il servizio sociale del CROUS della vostra accademia. I tempi possono essere lunghi durante il periodo di inizio anno, ma la richiesta può essere effettuata online sul sito del CROUS.
- Problema di salute o perdita di autonomia: il servizio sociale dell’Assicurazione Malattia (CPAM) supporta gli assicurati che affrontano un’interruzione prolungata del lavoro, una malattia cronica o un bisogno di cure specifiche. La richiesta passa attraverso il conto Ameli o direttamente presso l’agenzia CPAM.
- Situazione di disabilità: la MDPH (Maison Départementale des Personnes Handicapées) centralizza le richieste legate all’autonomia, alle agevolazioni per assistenza domiciliare e all’alloggio in strutture specializzate.
- Famiglia con bambino in pericolo o in conflitto familiare: il Consiglio dipartimentale, tramite l’Aiuto Sociale all’Infanzia (ASE), è competente. In caso di pericolo immediato, il 119 (Allô enfance en danger) è accessibile in continuazione.
La maggior parte delle assistenti sociali opera all’interno dei Consigli dipartimentali, che rimangono il fulcro dell’azione sociale di prossimità. Ogni dipartimento suddivide il proprio territorio in settori, con un’assistente sociale di riferimento per ogni zona geografica.
Tempi di appuntamento e alternative quando la situazione non può aspettare
Ottenere un appuntamento con un’assistente sociale richiede spesso diversi giorni, a volte diverse settimane a seconda del carico di lavoro del servizio. Questo ritardo rappresenta un problema concreto quando la situazione è urgente: sfratto imminente, interruzione dei diritti sociali, violenze.
Alcuni suggerimenti per accorciare questo tempo:
- Rivolgersi ai servizi senza appuntamento del CCAS o del comune. Non tutte le comuni li offrono, ma quelli che lo fanno permettono un primo colloquio rapido.
- Chiamare il servizio sociale della CAF se siete beneficiari. La CAF può orientare verso un lavoratore sociale e talvolta sbloccare un aiuto d’emergenza (aiuto eccezionale).
- Recarsi al pronto soccorso ospedaliero in caso di disagio combinato (salute e situazione sociale). Gli ospedali dispongono di assistenti sociali che intervengono direttamente nei reparti.
In caso di violenze, il 3919 orienta verso un accompagnamento sociale adeguato, anche per le persone sorde o con problemi di udito, grazie a dispositivi di allerta specifici.

Dispositivo « Territori zero non-ricorso »: quando l’assistente sociale viene da voi
È in corso un cambiamento di logica. L’esperimento governativo « Territori zero non-ricorso », lanciato nel 2023 in diversi territori pilota e previsto fino al 2026, testa un approccio inverso: i servizi sociali andranno a individuare le persone che non richiedono aiuto piuttosto che aspettare che si presentino.
Il principio si basa sulla coordinazione tra CAF, CPAM, Francia Lavoro e enti locali. Questi organismi incrociano i loro dati per rilevare le situazioni di non-ricorso (persone idonee a ricevere aiuti ma che non li percepiscono) e avviare un contatto proattivo.
Questo dispositivo non copre ancora l’intero territorio. I riscontri sul campo divergono su questo punto: alcuni territori pilota riportano risultati incoraggianti in termini di rilevamento, mentre altri sottolineano la complessità della condivisione dei dati tra gli organismi.
Se siete impossibilitati a spostarvi (problema di salute, isolamento geografico, grande precarietà), richiedete esplicitamente un intervento a domicilio durante il vostro primo contatto telefonico con il CCAS o il Consiglio dipartimentale. Questa possibilità esiste nella maggior parte dei servizi sociali, anche se non sempre viene proposta spontaneamente.
La rete dei servizi sociali rimane densa in Francia, ma disomogenea. La qualità e la rapidità della risposta dipendono in gran parte dal dipartimento, dalla dimensione del comune e dal numero di lavoratori sociali in servizio. Controllare gli orari locali, richiamare se la situazione cambia e non esitare a contattare più canali in parallelo rimangono i riflessi più efficaci per ottenere un accompagnamento rapido.



